Il giorno di Pasqua, la città di Bormio organizza una festa dalle origini antichissime: la sfilata dei Pasquali.

L’Alta Valtellina è una terra ricca di tradizioni che si sono tramandate per secoli fino a giungere ai nostri giorni. Nella nostra Bormio la tradizione si unisce ad una festa sia folcloristica che cerimonia religiosa proprio il giorno di Pasqua (quest’anno il 17 Aprile): la sfilata dei Pasquali.

I Pasquali sono delle portantine allegoriche dal significato religioso che vengono trasportate in sfilata per le vie del centro storico di Bormio durante il giorno di Pasqua.

I carri sono composti da portantine in legno sulle quali vengono posizionate delle opere artigianali, veri e propri capolavori che richiedono mesi e mesi di lavorazione.

I Pasquali vengono portati a spalla dai pasqualisti, generalmente i giovani del paese che vengono accompagnati da donne, anziani e bambini, tutti rigorosamente abbigliati con i costumi della tradizione. Mentre i giovani trasportano le pesanti portantine, donne e bambini portano fiori e prodotti artigianali. Gruppi folkloristici accompagnano la processione rendendo tutto molto suggestivo.

I lavori di preparazione delle portantine iniziano già molti mesi prima della Pasqua. Si inizia con l’individuare il significato del pasquale, ovvero ciò che vuol essere il messaggio a sfondo religioso che si intende rappresentare. Il lavoro artigianale per la realizzazione è imponente ma soprattutto avviene in gran segreto!

La sfilata dei Pasquali, infatti, innesca la competizione tra i cinque quartieri di Bormio, chiamati “reparti”, (Maggiore, Dossorovina, Buglio, Combo, Dossiglio) i quali si sfidano per vincere l’ambito premio di migliore carro pasquale.

Le opere d’arte vengono segretamente e pazientemente create durante l’arco dell’anno, lontano dagli occhi indiscreti dei rivali e vengono rivelate solo il giorno di Pasqua durante la sfilata.

La sfilata

Niente è lasciato al caso: la sfilata dei Pasquali segue un ordine prestabilito.

Si apre con la Filarmonica di Bormio, poi le persone a cavallo e le carrozze. Seguono le varie portantine: gli uomini trasportano in spalla i carri che possono raggiungere diverse tonnellate di peso.

I Pasquali vengono quindi portati in sfilata lungo tutta la Via Roma fino alla Piazza del Kuerc dove, dopo la benedizione, sostano fino al giorno successivo.

La giuria decreterà il Pasquale più rappresentativo sulla somma di diversi fattori: il significato religioso, il valore artistico e artigianale dell’opera oltre al portamento e vestizione dei partecipanti.

Origini e storia del Pasquale

L’antichissima tradizione dei Pasquali affonda le sue radici in tempi remoti, si ritiene addirittura che sia nata da un rituale arcaico che si celebrava nel bormiese quando la valle era popolata da popoli pagani dediti in prevalenza all’allevamento ed agricoltura.

Questi popoli probabilmente compivano un vero e proprio sacrificio dell’agnello per poi consumarlo tutti insieme. La cerimonia voleva essere un rito propiziatorio per accogliere la stagione primaverile dopo un lungo e faticoso inverno.

Da qui nascerebbe anche l’usanza di addobbare e abbellire l’agnello: è infatti noto che i popoli pagani, prima di compiere il sacrificio, erano soliti agghindare gli animali in modo che fossero ancora più graditi alla divinità.

La benedizione dell’agnello già arrostito e il rito di distribuirlo tra la gente proseguì fino alla fine dell’Ottocento quanto si affiancò a questa tradizione l’usanza di benedire un agnello vivo e decorarlo con dei fiocchi che, ben presto, prese il posto della prima.

Da qui nacque successivamente la gara tra i reparti per adornare il meglio possibile il proprio agnello di nastri e fiocchi per poi portarlo a ricevere la benedizione nella piazza principale del paese.

Anche il desiderio di abbellire il carro fu una costante che di anno in anno assunse una valenza sempre più importante.

Con il passare degli anni lo spirito di competizione dei reparti contribuì ad accrescere la manifestazione: il semplice ornamento degli agnellini si arricchì con le sfilate degli abitanti dei rioni nel tradizionale costume bormino.

È a partire dal 1932 che i pasquali assumono la veste di portantine portate a spalle dai giovani del paese così come le conosciamo oggi e continua ad essere molto sentita dagli abitanti del luogo.

Il giorno di Pasqua lasciatevi coinvolgere da questa festa, sarà l’occasione per immergervi nella storia e nel fascino della tradizione locale durante il vostro soggiorno a Bormio.

Dario